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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

Ufficio Stampa assemblea: Carlo Saccon Tel 3282170266

Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

Link al video del TGR FVG, edizione delle 19:30 del 16 Settembre 2019. L'intervento parte dal minuto 15:20.

Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

2019

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Avvocati del Triveneto domani in assemblea

2019

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Avvocati, redditi in crescita e boom di gratuiti patrocini

2019

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Avvocati del Triveneto Stella nuova presidente

2019

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Di riforma in riforma”

2019
presso Padova

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
presso Pordenone

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
presso Vicenza

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

2018

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

2018
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

2017

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

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Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

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2019

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“Di riforma in riforma”

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2019
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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

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Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

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2020
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AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

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2019

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“Di riforma in riforma”

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“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

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AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

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Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

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xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

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2019

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Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

Ufficio Stampa assemblea: Carlo Saccon Tel 3282170266

Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

Link al video del TGR FVG, edizione delle 19:30 del 16 Settembre 2019. L'intervento parte dal minuto 15:20.

Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

2019

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Avvocati del Triveneto domani in assemblea

2019

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Avvocati, redditi in crescita e boom di gratuiti patrocini

2019

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Avvocati del Triveneto Stella nuova presidente

2019

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Di riforma in riforma”

2019
presso Padova

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
presso Pordenone

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
presso Vicenza

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

2018

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

2018
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

2017

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

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Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

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Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
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“Di riforma in riforma”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

2018
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
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2020
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AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

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xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

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2019

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“Di riforma in riforma”

2019
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“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

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Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

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AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

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Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

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“Di riforma in riforma”

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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

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2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

Ufficio Stampa assemblea: Carlo Saccon Tel 3282170266

Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

Link al video del TGR FVG, edizione delle 19:30 del 16 Settembre 2019. L'intervento parte dal minuto 15:20.

Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

2019

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Avvocati del Triveneto domani in assemblea

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Avvocati, redditi in crescita e boom di gratuiti patrocini

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Avvocati del Triveneto Stella nuova presidente

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Di riforma in riforma”

2019
presso Padova

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
presso Pordenone

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
presso Vicenza

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

2018

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

2018
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

2017

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

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“Di riforma in riforma”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

2018

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

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Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

2017

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

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2019

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Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

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Avvocati del Triveneto domani in assemblea

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Avvocati, redditi in crescita e boom di gratuiti patrocini

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Avvocati del Triveneto Stella nuova presidente

2019

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
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“Di riforma in riforma”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

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Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

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Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

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AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

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Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

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Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

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“Di riforma in riforma”

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“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

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Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

Ufficio Stampa assemblea: Carlo Saccon Tel 3282170266

Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

Link al video del TGR FVG, edizione delle 19:30 del 16 Settembre 2019. L'intervento parte dal minuto 15:20.

Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

2019

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Avvocati del Triveneto domani in assemblea

2019

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Avvocati, redditi in crescita e boom di gratuiti patrocini

2019

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Avvocati del Triveneto Stella nuova presidente

2019

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Di riforma in riforma”

2019
presso Padova

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
presso Pordenone

Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
presso Vicenza

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

2018

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

2018
presso Udine

Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

2017

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

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2019
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“Di riforma in riforma”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
presso Pordenone

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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

2019
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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

2018

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XVII corso di aggiornamento forense a. 2018

2018

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“I profili personali e patrimoniali nella crisi di famiglia. Evoluzione giurisprudenziale”

2018
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

2017

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

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AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

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La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

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2019

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Avvocati a confronto tra luci e tante ombre

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“Giustizia e diritti, programmi per l’Europa a confronto”

2019
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“Di riforma in riforma”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
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Convegno Avv. Alessandra Stella.

“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

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Il premio Le Fonti a uno studio legale friulano

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L'Avvocato Stella intervistata da Il Dubbio

2020
presso Udine

Intervista all'Avvocato Alessandra Stella su Il Dubbio.

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Intelligenza artificiale e giustizia, ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

2020
presso Udine

Assemblea dei legali del triveneto domani a Padova. Tra gli argomenti toccati ci saranno anche le implicazioni legate all’utilizzo degli algoritmi nella amministrazione della giustizia

AVVOCATI: Intelligenza artificiale e giustizia,

ecco l’ultima frontiera del “legal tech”

Stella: “La giustizia predittiva è dietro l’angolo. Occorre essere pronti: in America si utilizza nel penale; in Estonia nelle cause risarcitorie. In Italia è già realtà in alcuni studi di Roma e Milano”

Padova 21 febbraio 2020 – 13 luglio 2016, Wisconsin (USA): la Suprema Corte conferma la sentenza pronunciata dal Tribunale circondariale di La Crosse, il quale aveva condannato Eric L. Loomis per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Un caso che non presentava nulla di particolarmente rilevante, senonché il giudice di primo grado si era avvalso del programma COMPAS (Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions), i cui algoritmi avevano calcolato come Loomis avesse un'elevata probabilità di recidiva.

L’Intelligenza Artificiale (in breve AI) consiste, in estrema sintesi, nel far riprodurre a strumenti robotici, attraverso calcoli e algoritmi, capacità e attività cognitive proprie dell’essere umano. La vita di ogni giorno ci offre esempi molto semplici: i traduttori automatici, i sistemi di riconoscimento facciale, i veicoli a guida autonoma. L’Intelligenza Artificiale è una realtà attuale, non più appartenente ad un futuro distopico, ed è oramai prossima ad abbracciare ogni ambito della società, tra cui – come dimostra il caso Looming – anche quello della giustizia. Altro esempio emblematico è quello dell’Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro.

“Questa vicenda processuale – spiega la Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati Alessandra Stella, parlando del caso Looming – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio”.

I vantaggi e le semplificazioni che ne deriverebbero si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega l’avv. Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell’organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

Se non mancano i potenziali aspetti positivi della giustizia predittiva, lo stesso deve dirsi per dubbi e interrogativi: tra tutti, la garanzia della trasparenza del processo logico-decisionale applicato dal programma. Se è necessario poter leggere la motivazione di una sentenza pronunciata da un giudice “umano”, tale necessità si sentirà maggiormente per il caso in cui ad emettere la sentenza sia un giudice “robotico”. Per quanto il software potrà essere scritto seguendo criteri di traslazione in linguaggio matematico dei principi giuridici, trasformati in formule o algoritmi, sarà imprescindibile garantire la verifica dei passaggi tecnici: oltre, quindi, alla motivazione in sé, dovrà essere oggetto di verifica anche il procedimento informatico che ha portato alla motivazione stessa.

All’avvocato Stella fa eco il Presidente degli avvocati di Padova Leonardo Arnau: “Come funziona la giustizia predittiva? Prendiamo ad esempio una separazione tra coniugi: inseriamo nel programma i dati dei clienti, la consistenza del patrimonio, i dati sulla composizione del nucleo familiare, il tenore di vita, le abitudini di vita e l'algoritmo determina se sia dovuto e a quanto ammonti l'assegno di mantenimento, e come va diviso il patrimonio. Lo stesso per il penale: si inseriscono i precedenti, il tipo di personalità, e in ragione della giurisprudenza pregressa l'algoritmo determina la decisione”.

Ed ancora l’Avv. Stella: “Come avvocati non posso nascondere che c’è preoccupazione perché c'è un modo evidentemente differente di svolgere la professione e se queste nuove prospettive non vengono guidate correttamente, potrebbero incidere significativamente”.

Un punto di partenza potrebbe essere la Carta etica europea sull’uso dell’IA nei sistemi giudiziari e il loro ambiente, pubblicata dalla Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa. La Carta etica europea, oltre ad incoraggiare l’uso di strumenti e servizi di IA per migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, enuncia cinque principi ai quali ci si dovrà attenere: 1) principio di rispetto dei diritti fondamentali, 2) principio di non discriminazione, 3) principio di qualità e sicurezza, 4) principio di trasparenza, imparzialità ed equità e 5) principio “sotto il controllo dell’utente”.

Anche di questo si parlerà domani a Padova in occasione dell’Assemblea degli Avvocati del Triveneto. L’appuntamento è fissato per

Sabato 22 febbraio 2020 alle ore

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Interverranno tra gli altri:

Alessandra Stella - Presidente dell’Unione Triveneta dei consigli degli ordini degli avvocati

Leonardo Arnau – Presidente dell’Ordine degli avvocati di Padova

La presenza di un giornalista della vostra testata sarà particolarmente gradita

Ufficio Stampa assemblea: Carlo Saccon Tel 3282170266

Cormons, assemblea dell'unione Triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati

2019

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2019
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“Di riforma in riforma”

2019
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“Società tra avvocati, una vantaggiosa alternativa allo studio legale associato? Aspetti giuridici, fiscali, previdenziali e deontologici”

2019
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“Quando i robot apriranno lo studio, Robot e Intelligenza artificiale al servizio del libero professionista”

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Alessandra Stella guida gli avvocati del Nordest

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